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ECCO CHI HA PUBBLICATO I NOSTRI COMUNICATI NEL 2006

Legenda redazioni locali : (1= Quotidiani Rimini) (2= Quotidiani Cesena) (3= Quotidiani Forlì) (4= Quotidiani Ravenna)

Data

Titolo o argomento del comunicato

Redaz.

locali

Resto

Carlino

Corriere

Romagna

La Voce

Romagna

19/12/06

Secondo Il Sole 24 Ore Rimini è ancora maglia nera

1

SI

 

SI

08/12/06

Investimenti degli enti gestori delle strade per l'insicurezza

2

NO

SI

NO

18/11/06

Ciao siamo le vittime della strada, quelle di serie "C"

1-2-3-4

NO

NO

NO

04/10/06

Vietate quella strada a pedoni e ciclisti. Scelta di buon senso

1-2

NO

NO

NO

22/08/06

Processo dibattito su una tragedia stradale. Richiesta d'aiuto

2

NO

SI

SI

18/08/06

Effetti collaterali del divertimentificio di Rimini. Ipocrisia letale

1

NO

NO

NO

22/07/06

Utilizzo multe stradali: elenco Comuni che hanno risposto

1-2-3

NO

SI

NO

13/06/06

Siamo cinicamente ottimisti quando il dio quattrino è con noi

nessuna

NO

NO

NO

24/05/06

Chi sottrae fondi o disinforma è complice della strage

1-2-3

NO

NO

NO

01/04/06

Bavaglio su attività 2005 e progetti 2006. Colpevoli silenzi

2

NO

NO

NO

09/03/06

Ci deve scappare il morto per mettere in sicurezza le strade?

1-2

NO

SI

NO

08/03/06

Lutto prevedibile vicino a quel semaforo poco intelligente

2

NO

 

NO

17/02/06

Semafori poco intelligenti e Carta Europea Sicurezza Stradale

2

NO

NO

NO

 

 LA MAGLIA NERA PER L'INCIDENTALITA' STRADALE E' STATA ANCORA UNA VOLTA ASSEGNATA ALLA PROVINCIA DI RIMINI.

Il 18/12/2006 il quotidiano Il Sole 24 Ore ha pubblicato uno studio sulla qualità della vita nelle 103 province Italiane. Tra i tanti parametri presi in considerazione è stata reinserita l'incidentalità stradale (l'ultimo inserimento di tali dati risaliva al Dicembre 2003). Purtroppo in certe zone il tempo sembra essersi fermato, perchè la poco invidiabile maglia nera dell'incidentalità stradale continua ancora oggi (come nel Dicembre 2003) ad essere indossata dalla provincia di Rimini. Da diversi anni stiamo denunciando questo allarmante stato di cose, ma le iniziative di sensibilizzazione che abbiamo cercato di mettere in campo sono quasi sempre state snobbate dalle Istituzioni più direttamente interessate. Certi comportamenti, oltre che mortificare la nostra voglia di fare, denotano scarsa sensibilità nei confronti delle vittime e dei disabili della strada, dei loro familiari e delle associazioni che li rappresentano. Sarebbe utile inserire tra gli indicatori della qualità della vita anche alcuni parametri riconducibili alle tantissime persone che vivono sulla propria pelle il dopo trauma. Siamo convinti che l'autorevolezza dello studio del quotidiano Il Sole 24 Ore, ma soprattutto le importanti implicazioni d'immagine che lo stesso determina, produrranno risultati estremamente positivi per la sicurezza stradale su tutto il territorio nazionale, ma soprattutto nelle zone a più alto rischio. Siamo anche convinti che tutte le componenti civili e sociali siano in qualche modo corresponsabili delle situazioni di disagio e di sofferenza presenti su un determinato territorio. Anche un imbecille capirebbe che la sicurezza stradale nella provincia di Rimini rappresenta una vera e propria emergenza. Bisogna quindi rimboccarsi le maniche e creare ogni possibile sinergia per fermare questa ignobile strage. Lo scaricabarile delle responsabilità, i discorsi rassicuranti, le strumentalizzazioni e le buone intenzioni non bastano più. Da dove si potrebbe cominciare? A nostro parere dalla corretta e consapevole conoscenza del problema a 360 gradi. Sotto questo aspetto, l'informazione locale potrebbe avere un ruolo fondamentale e di stimolo.

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 Ecco come certi manufatti che dovrebbero migliorare la sicurezza stradale possono mettere a rischio l'incolumità degli utenti della strada:

Nello stesso modo in cui vengono sanzionati i cittadini che violano il codice stradale, dovrebbero essere sanzionate le inadempienze degli Enti gestori delle strade. La Legge è uguale per tutti e c'è quindi l'obbligo (non la facoltà) di sanzionare tutti i trasgressori, anche se si tratta di Amministrazioni pubbliche.

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 CHI L'HA VISTO (IL COMUNICATO)? LE VITTIME DELLA STRAGE STRADALE SONO VITTIME DI SERIE "C"? Per la ricorrenza del 19/11 abbiamo inviato a tutti i quotidiani locali della Romagna il seguente messaggio dal titolo "Non ci è stata tolta la voce":

Anche quest'anno segnaliamo agli organi d'informazione la giornata Europea delle vittime della strada, che sarà celebrata in numerose parrocchie Domenica 19/11/2006. Per richiamare l'attenzione, abbiamo "riciclato", adattandolo alla circostanza, un messaggio di qualche tempo fa.

Ciao, siamo le vittime della strada e domenica 19/11/2006 in tutta Europa sarà celebrata una giornata dedicata a noi. Purtroppo in alcune aree geografiche questa celebrazione sarà trascurata, perchè sono più sentite altre ricorrenze, come ad esempio la carnevalata di Halloween. La nostra giornata dovrebbe essere dedicata alla sensibilizzazione ed al ricordo, perciò non abbiamo niente da spartire con quei personaggi pubblici che utilizzano la commemorazione per autocelebrare i propri meriti o che dimostrano scarsa considerazione verso i nostri familiari e le associazioni che ci rappresentano più direttamente. Ancora prima di essere sepolti, ci capita di dover assistere alla spettacolarizzazione del trauma stradale in cui abbiamo perso la vita, allo scaricabarile delle responsabilità ed alle tante chiacchere interessate del giorno dopo. Poi, dopo poche settimane dal funerale, la maggior parte della gente sceglie di andare ad abitare nella comoda gabbia dell'indifferenza, disinteressandosi completamente delle umiliazioni, delle sofferenze e delle tante ingiustizie del dopo incidente. Solo uno stolto può pensare che ci sia stata tolta la voce e la capacità di provocare azioni. Per farci sentire e per scuotere le coscienze ricorriamo ad ogni mezzo, ma soprattutto ci affidiamo ai nostri cari. Sbaglia chi pensa che non siamo in grado di dialogare o di fare sentire la nostra presenza, perchè murati in un loculo, sotterrati o cremati. Fino a quando ci sarà qualcuno a portarci dei fiori o a rivolgersi a noi con un semplice pensiero, noi saremo al loro fianco ed avremo "voce".

Il messaggio è stato fatto rimbalzare su numerosi forum, tra cui http://digiland.libero.it/forum/viewtopic.php?t=350315 nel quale abbiamo espresso il seguente commento: NON PROVIAMO SDEGNO, MA COMMISERAZIONE: Oggi 19/11/2006 si celebra la giornata europea delle vittime della strada. Abbiamo inviato a tutti i quotidiani locali della nostra zona il comunicato che ha aperto la discussione di questo forum, ma sui giornali di ieri e di oggi non è stato scritto neppure un rigo sulla ricorrenza. Quei tantissimi morti sono figli di un Dio minore e la loro commemorazione non è evidentemente degna di salire agli onori della cronaca. A livello nazionale tengono banco le nozze di Tom Cruise, mentre a livello locale sono stati pubblicati articoli su diversi argomenti, anche non futili, come ad esempio le corrispondenze riguardanti alcuni gravi incidenti stradali. Tutto secondo copione, ma è tanta la commiserazione che proviamo, perchè la disinformazione e la scarsa sensibilizzazione possono anche uccidere. Più che mai chiediamo alle vittime della strada di fare sentire la loro voce, anche a coloro che si sono foderati le orecchie con spesse fette di mortadella, purchè non debbano provare sulla loro pelle il trauma di una tragedia stradale.

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 Il 04/10/2006 abbiamo denunciato, anche con documentazione fotografica, una ben individuata situazione di pericolo per pedoni e biciclette, dopo le tante morti di "utenti deboli" avvenuta nelle settimane precedenti sulle strade della Romagna. Nessun giornale ha ritenuto l'argomento degno di attenzione, anche se il messaggio è stato lanciato da un'associazione di familiari vittime della strada. Nei giorni precedenti, sulla cronaca locale di un importante quotidiano, era stata invece pubblicata la notizia riguardante un coniglio ritrovato in centro storico e poi riconsegnato al legittimo proprietario. NO COMMENT. Neppure sul periodico intercomunale "La Gazzetta del Rubicone" era stato trovato uno spazio disponibile per la pubblicazione del messaggio, evidentemente giudicato scomodo o di secondaria importanza. Ringraziamo la società LICOM srl di Savignano sul Rubicone per aver ospitato su tale periodico il nostro comunicato, mettendoci a disposizione il proprio spazio a pagamento. Ecco il messaggio snobbato:

Oggetto: Vietare a pedoni e biciclette l'accesso alla Via Vecchia Emilia. MESSAGGIO DI SENSIBILIZZAZIONE PER L'ADOZIONE DI IMMEDIATI PROVVEDIMENTI INVIATO A QUATTRO COMUNI ED ALLE PROVINCE DI RIMINI E FORLI'.

Attualmente la supertrafficata strada di accesso all'A14, nel tratto compreso tra la rotatoria "Quattro Strade" ed il casello autostradale "Rimini Nord", si trova nelle seguenti preoccupanti condizioni:

A tutela dell'utenza più debole, proponiamo di vietare l'accesso a pedoni e ciclisti sulla Via Vecchia Emilia, nel tratto compreso tra la località "Quattro Strade" ed il casello autostradale, come già avviene, per ragioni completamente diverse, nelle autostrade e nelle superstrade. Proponiamo altresì controlli più frequenti da parte delle forze dell'ordine (non solo per verbalizzare le infrazioni degli utenti della strada, ma anche per denunciare formalmente le inadempienze degli enti gestori) ed interventi strutturali per una efficace messa in sicurezza dell'intero percorso, quando possibile, o per la realizzazione di una nuova e più moderna strada.

A volte le proposte di buon senso vengono definite "provocazioni", soprattutto quando le sensibilità individuali sono più attente ad altre priorità. Forse si da erroneamente per scontato che certe tragiche esperienze succedano solo agli altri. Per questo motivo ribadiamo che chiunque si trovi nelle condizioni di intervenire per arginare l'emergenza dell'invalidità e mortalità sulle strade ha il dovere civile e morale di farlo, altrimenti si rende complice delle conseguenze. Non piangano le madri ed i padri dopo il verificarsi di tragedie stradali preannunciate, ma urlino prima, pensando che circa il 40% dei morti sulle nostre strade sono da attribuire a cause non direttamente od esclusivamente imputabili a chi guida. Siano consapevoli che in Italia, se non ci saranno correttivi, una famiglia su dieci avrà un morto o un disabile grave a causa di incidenti stradali. Se necessario, si mobilitino con cortei per invocare ed esigere la tutela della vita sulle strade, come già fanno quando sfilano per dimostrare repulsione nei confronti delle tante barbarie che si consumano nel mondo. Non si disinteressino delle umiliazioni che devono subire le vittime ed i disabili della strada dopo aver sofferto un trauma che sconvolge la vita di intere famiglie, perchè potrebbero loro stessi trovarsi nelle medesime condizioni. Sensibilizzino i vari organismi istituzionali, sindacali, religiosi, politici e civili su questa trascurata emergenza, affinchè non si ceda alla tentazione di mettere la testa sotto la sabbia (come fanno gli struzzi) per allontanare dalle coscienze pericoli, responsabilità ed ingiustizie di vario genere. Neghino il proprio sostegno a quei candidati ed a quei partiti che dimostrano con le loro azioni, al di là delle tante chiacchere e delle tante futili promesse, una scarsa considerazione nei confronti della sicurezza stradale.

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 Il 22/08/2006 abbiamo lanciato il seguente appello per chiedere sostegno e collaborazione nella realizzazione di un processo-dibattito sulle responsabilità riguardanti un incidente stradale dagli esiti mortali: Il 10 Agosto 2006 l'associazione "Sanmauroindustria", con il sostegno di numerose istituzioni pubbliche e private, ha promosso un processo alla Romagna di Secondo Casadei, seguendo l'annuale prassi di mettere sul banco degli imputati un fatto o un personaggio del passato. Naturalmente in questi casi le decisioni assunte dal "collegio giudicante" hanno mere finalità culturali o mediatiche.

Volendo fare un confronto comparativo, si segnala che la onlus PU.RI, in occasione del 5° ed ultimo convegno "Primaepoi", promosse un dibattito per accertare le responsabilità connesse alla morte di quattro ragazzi, che nel luglio 2001 si schiantarono contro un micidiale palo segnaletico posto sullo svincolo della SS 16 Adriatica di Valverde di Cesenatico. Nonostante l'accorato appello di partecipazione rivolto dagli organizzatori del convegno e dai genitori delle quattro giovani vittime, le istituzioni che raccolsero l'invito furono solamente l'AUSL di Cesena, l'allora Sindaco di Savignano sul Rubicone Sergio Gridelli e l'ANAS. Non era presente alcun rappresentante del Comune di Cesenatico. Il dibattito si incentrò sulle gravi responsabilità riconducibili all'Ente gestore delle strade e produsse importanti risultati pratici. Infatti l'ANAS nel giro di pochissimi mesi realizzò alcuni interventi che migliorarono la sicurezza di molti svincoli posti sulla SS 16 Adriatica.

Vorremmo promuovere prossimamente un processo/dibattito su un fatto di cronaca d'interesse generale, al fine di prevenire altre tragedie stradali prevedibili che minacciano, come una spada di Damocle, la serenità delle famiglie. Si potrebbe ad esempio organizzare un processo dibattito sulla morte della giovane infermiera polacca, avvenuta nei pressi del Centro Giovani di San Mauro Pascoli nella serata del 07/03/2006, mettendo sotto accusa anche la segnaletica stradale, all'epoca molto carente, ed il semaforo poco intelligente sul cui palo è stato legato un mazzo di fiori di plastica in ricordo della tragedia. Chi vuole darci una mano per realizzare l'iniziativa o chi intende fare qualche cosa di concreto per salvaguardare la vita dei propri cari può contattarci all'indirizzo email pu.ri@libero.it . Auspichiamo in modo particolare il sostegno e la collaborazione delle Istituzioni Pubbliche più direttamente interessate. Fate circolare questa email, che inviamo anche agli organi d'informazione locale per un loro determinante sostegno divulgativo.

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 Il 18/08/2006 abbiamo fatto un nostro commento sugli appelli lanciati da due associazioni amiche: Ringraziamo il Comitato per la sicurezza stradale "F. Paglierini" e l'Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti per i loro interventi (riportati in calce) sugli effetti collaterali prodotti dal "divertimentificio" più famoso d'Italia, cioè Rimini e provincia. Da parte nostra abbiamo cercato in più occasioni forme di dialogo e collaborazione con le istituzioni del territorio Riminese più direttamente interessate alla sicurezza stradale, ma dalle nostre parti chi osa depilarsi la lingua deve fare molta attenzione nella scelta dei peli. Come associazioni operanti sul territorio Riminese nel campo della sicurezza stradale e del dopo incidente facciamo spesso sentire la nostra voce (spesso fuori dal coro), però le nostre iniziative ed i nostri punti di vista sono stati quasi sempre seguiti dagli addetti ai lavori con "attenta indifferenza". Rappresentano comportamenti di "attenta indifferenza" l'emarginazione delle associazioni non allineate o l'imbavagliamento che viene praticato ai danni di chi diffonde notizie sgradite.

Auspichiamo che la crociata di Don Nicolini, parroco di Riccione, <<Tutti a letto dopo la discoteca>>, possa dare una poderosa spallata a questo clima di omertà. Ma c'è dell'altro. Molti bambini, quando si rendono responsabili di qualche birichinata, cercano di nasconderla. Con la stessa logica infantile, proprio nella provincia che, secondo il quotidiano Il Sole 24 Ore, ha guidato la classifica nazionale delle vittime della strada, c'è ancora chi cerca di nascondere certe responsabilità e le umilianti ingiustizie del dopo incidente. Si prova probabilmente vergogna e qualche senso di colpa per i tanti omicidi stradali prevedibili che si consumano sulla nostra rete viaria e forse per questo motivo le associazioni promosse da familiari di vittime della strada vengono tenute a debita distanza. Ecco perchè da molti anni denunciamo questo stato di cose con lo slogan provocatorio " TRA GLI STRUZZI DI ROMAGNA UNA STRAGE CHE URLA VERGOGNA".

Plaudendo all'iniziativa assunta da Don Nicolini, vogliamo segnalare alcuni nostri interventi che, all'epoca dei fatti, raccolsero scarsa attenzione:

Comunicato del 05/03/2004:

"Il disegno di Legge sulla chiusura anticipata delle discoteche e sul divieto di vendere alcolici dopo un certo orario sta scatenando un putiferio. Il sindacato dei locali da ballo ed alcune associazioni di commercianti sono sul piede di guerra e parlano di proibizionismo e rischio di bancarotta. I ragazzi che frequentano le discoteche vengono invitati ad inviare degli SMS di protesta. C'è chi denuncia l'incostituzionalità del disegno di Legge, perchè violerebbe l'autonomia decisionale degli Enti Locali. Insomma si sta registrando una intimidatoria levata di scudi da parte di una agguerrita minoranza di cittadini, che mettono in secondo piano lo svalutato valore della vita sulle strade. Invitiamo perciò le persone che la pensano diversamente ad assumere un ruolo attivo per fare sentire la loro voce e per usare ogni possibile strumento a "difesa" della vita dei propri cari. Sarebbe anche utile annotare tutto ciò che sta succedendo e ricordarsene quando si andrà a votare, comunque la si pensi".

Comunicato del 21/04/2004:

"Il presidente della provincia di Rimini Nando Fabbri plaude alla battuta d'arresto del disegno di Legge sugli orari di apertura delle discoteche e sul consumo di alcool. Il Sindaco di Rimini Ravaioli sta autocelebrando la progettualità della Sua amministrazione per la messa in sicurezza delle strade nel territorio comunale ed ha chiesto ad una associazione a diffusione nazionale di attivarsi per indurre il Governo a finanziare tali progetti. Da parte nostra, da anni invochiamo la collaborazione ed il coinvolgimento del Comune e della Provincia di Rimini per migliorare la sicurezza stradale e per dare un più significativo sostegno ai familiari delle vittime e dei disabili della strada, al di là delle tante promesse e dei tanti buoni propositi. Avendo incassato l'ennesima manifestazione di indifferenza nei confronti delle nostre più recenti sollecitazioni, in qualità di responsabile della onlus PU.RI. (PUnto RIferimento familiari vittime) comunico che, dopo ben cinque manifestazioni promosse in provincia di Rimini, il prossimo convegno nazionale sulla sicurezza stradale denominato "Primaepoi" verrà svolto altrove..".

Comunicato del 23/04/2005:

Oggetto: Aprile 2005 è il mese della prevenzione contro l'abuso di bevande alcoliche. Possa germogliare un sensato ottimismo.

"Già da tempo la nostra associazione si è resa conto che la gente ha tanti problemi e perciò non vuole essere rattristata da messaggi che parlano di famiglie devastate per colpa di chi muore o rimane disabile sulla strada. Ecco perchè stiamo mettendo in discussione il nostro modo di agire. I nostri messaggi dovrebbero essere espressi in chiave più "positiva"? E' sbagliato sensibilizzare la collettività con slogans del tipo: "Vittime della strada, c'è chi prega e chi se ne frega" ; "Tra gli struzzi di Romagna, una strage che urla vergogna"; "La strada è di tutti, difendiamola dai farabutti"; "Una vittima su tre per colpa delle condizioni delle strade" ed altri messaggi simili? Se anzichè dichiarare che in Italia una famiglia su dieci avrà un morto o un disabile grave all'interno delle mura domestiche per colpa di incidenti stradali, affermassimo che, in assenza di correttivi, ben nove famiglie su dieci saranno risparmiate da gravi tragedie stradali, il messaggio risulterebbe più efficace? I genitori che nel fine settimana rimangono svegli fino al mattino in attesa del ritorno dei propri figli, sono troppo apprensivi? L'ottimismo è sempre il sale della vita?

A proposito di bevande alcoliche, vogliamo richiamare alla memoria il putiferio che circa un anno fa si scatenò sul disegno di Legge che doveva regolamentare la chiusura anticipata delle discoteche e sul divieto di vendere alcolici dopo un certo orario. Il sindacato dei locali da ballo ed alcune associazioni di commercianti parlarono di proibizionismo e rischio di bancarotta. Il popolo della notte si mobilitò con migliaia di SMS di protesta. Qualcuno denunciò l'incostituzionalità della norma per violazione dell'autonomia decisionale degli Enti Locali. Il quotidiano "Il Sole 24 Ore" del 13/03/2004 a pagina 27 pubblicò un articolo intitolato: Battuta d'arresto per la legge sulle "stragi del sabato sera". Motivo? La Commissione Finanze della Camera ha chiesto di modificare il testo perchè alcuni divieti di vendita sugli alcolici comporterebbero un minor gettito fiscale. Il disegno di Legge fu poi bocciato con un solo voto di scarto ed alcuni noti personaggi istituzionali festeggiarono con toni trionfalistici l'avvenimento.

E la gente cosa ne pensa? Boh! Naturalmente il voto si esprime per molteplici considerazioni, ma molti personaggi contrari alla regolamentazione della vendita di bevande alcoliche hanno poi ricevuto più ampi consensi elettorali. A nostro parere su certi argomenti esiste troppa disinformazione ed ipocrisia. Non è nostra intenzione provocare ingiustificate apprensioni, risentimenti, sensi di colpa o convulsi gesti scaramantici, però le madri ed i padri non piangano dopo, ma agiscano prima. La consapevolezza sui rischi della strada, assieme ad un impegno personale per ridurli, non sono sinonimo di pessimismo, perchè certe tragedie si possono prevedere ed evitare. Non è ottimista, ma ingenuo, chi pensa che certe esperienze succedano solo agli altri. Chi resta indifferente e tace... acconsente, assumendosi precise responsabilità. Aprile 2005 possa essere il mese della prevenzione e della partecipazione, perchè la vita è bella e va vissuta con gioia, intensità e consapevolezza".

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 Il 13/06/2006 abbiamo fatto circolare la seguente email, evitando di darne notizia ai giornali:  Esprimere e diffondere ottimismo rende più buoni, più simpatici e più credibili. L'ottimismo è presente ovunque, basta saperlo cercare.

In queste ultime settimane la nostra associazione ha svolto un'intensa attività, solo in parte commentata sulle pagine del sito web. Ecco la sintesi delle più recenti iniziative a cui abbiamo collaborato, accompagnata da una breve riflessione finale, che volutamente affidiamo ad una equivoca chiave di lettura "ottimistica":

Come previsto, la nostra attività di volontariato si svolge ormai quasi totalmente fuori dalla Romagna, nonostante gli spiacevoli primati che questa regione detiene in materia d'incidentalità stradale e pericolosità della rete viaria. Lo slogan "Tra gli struzzi di Romagna, una strage che urla vergogna", con cui iniziammo ad operare nel 1998, è più che mai attuale. Rispetto ad allora continua ad esistere un vergognoso disinteresse per tutto ciò che succede dopo un trauma stradale, ma è sicuramente maturata una maggiore sensibilità in materia di prevenzione. L'insicurezza stradale, oltre a devastare la vita di tantissime famiglie, penalizza l'economia del territorio ed alleggerisce conseguentemente il portafoglio degli abitanti. Da qualche tempo diverse categorie economiche hanno lanciato un grido d'allarme a tale proposito, perciò è facile intuire che dove non sono riusciti i nostri appelli per la tutela del valore della vita sulle strade, riusciranno quegli appelli di sensibilizzazione che richiameranno valori ben più apprezzati e "persuasivi". In questo caso il "dio Quattrino" sarà nostro alleato e potremo guardare al futuro della sicurezza stradale con più cinico ottimismo.

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 Il 24/05/2006 abbiamo inviato a numerosi Enti Pubblici della Romagna un messaggio di sensibilizzazione, di cui abbiamo informato gli organi di stampa locale, confidando in qualche loro forma di collaborazione e/o sostegno: Inoltriamo per conoscenza agli organi d'informazione locale la copia di una nostra comunicazione che ieri abbiamo inviato a diversi Enti Pubblici della Romagna. In estrema sintesi, con il documento si sollecita un maggiore coordinamento negli interventi riguardanti la sicurezza stradale, si anticipa una nostra prossima iniziativa riguardante la destinazione dei proventi derivanti da sanzioni per violazioni al codice della strada e si richiamano le considerazioni espresse da un noto giornalista del Corriere della Sera in materia di disinformazione sulla sicurezza stradale. Inviamo il presente documento alle varie redazioni dei quotidiani locali delle province di Forlì-Cesena e Rimini, poichè l'argomento dovrebbe essere di comune interesse. L'incidentalità stradale non rispetta alcun confine territoriale. Per questo motivo si dovrebbe vigilare ed intervenire anche quando colpe ed inadempienze riguardano altri. Ecco il messaggio di sensibilizzazione fatto pervenire a numerosi Enti Locali: "Il 20/05/2006 a Melegnano si sono dati appuntamento sindaci, parlamentari, assessori provinciali ed associazioni di volontariato per costruire assieme una città più vivibile e per esprimere uno sforzo comune e coordinato nel contrastare la strage stradale. C'eravamo anche noi, perchè già da tempo esportiamo in altre regioni quell'attività di volontariato che in Romagna sembra destare scarso interesse. Riteniamo utile e consigliabile fare proprie, apportando i necessari adattamenti, le esperienze più positive prodotte da altri. Quando si parla di sicurezza stradale, il campanilismo, l'inerzia, la disinformazione e la presunzione si pagano anche con la vita di persone innocenti. Può capitare di sottovalutare la portata di certe scelte, ma non è mai scusabile chi poi persiste in scelte infelici, cercando coscientemente di nasconderne le conseguenze. Nei prossimi giorni faremo pervenire a numerosi Comuni una richiesta riguardante la destinazione dei proventi per violazioni al codice della strada, ai sensi dell'art. 208 dello stesso codice. Se non dovesse pervenirVi il documento potrete richiedercelo. E' un'iniziativa che si sta diffondendo su tutto il territorio nazionale, dopo il convegno SOS (Subito Occorre Sicurezza) che ha organizzato il Coordinamento Nazionale Camperisti (sul sito http://coordinamentocamperisti.it sono riportati i vari interventi), tenutosi a Firenze il 06/05/2006, chiamando a raccolta numerose associazioni che si occupano di sicurezza stradale, a cui viene inviato per conoscenza anche il presente documento. Molte amministrazione comunali hanno dato un seguito costruttivo all'istanza, ponendo all'ordine del giorno il più ampio argomento della sicurezza stradale sui propri territori. E' una sfida che viene lanciata per verificare il senso civico di chi dovrebbe tutelare gli interessi primari della collettività, perchè chi sottrae fondi alla sicurezza stradale o non vigila sulla loro corretta destinazione si rende complice della strage. Faremo protocollare la richiesta in numerosi Comuni della Romagna, ma auspichiamo che anche le Amministrazioni Comunali che riceveranno l'istanza unicamente per via email non lascino cadere nel vuoto un argomento di così "vitale" importanza.

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 La comunicazione è stata inviata il 31/03/2006 ai quotidiani locali ed a numerosi Enti Locali vicini alla sede dell'associazione PU.RI. Nessun organo d'informazione ha riportato la notizia ed abbiamo perciò deciso di diffondere il messaggio attraverso posta elettronica. Questo modo di fare mortifica la nostra attività di volontariato, alimenta una inquietante disinformazione ed offende le vittime ed i disabili della strada:

"Il 29/03/2006 è stato approvato il nostro rendiconto 2005 con relativa relazione di commento, in gran parte riportata al link "Attività" del sito http://puri.135.it . La relazione, oltre a commentare il risultato contabile dell'esercizio, tratta i seguenti argomenti :

EDUCAZIONE STRADALE NELLE SCUOLE ; CONVEGNI SULLA SICUREZZA STRADALE E SUL DOPO INCIDENTE; UMILIAZIONI ED INSULTI AI DANNI DI VITTIME DELLA STRADA E LORO FAMILIARI; RICONOSCIMENTO DI ASSOCIAZIONE CON COMPROVATA ESPERIENZA; CONTROINFORMAZIONE ED ANALISI ACCESSI SUL SITO WEB; SONDAGGIO SULLA SICUREZZA STRADALE; RAPPORTI CON LE ISTITUZIONI; FATTI SALIENTI INTERVENUTI NEI PRIMI MESI DEL 2006.

In passato organizzavamo un apposito incontro conviviale per presentare il resoconto ed i progetti della nostra attività. L'invito veniva esteso agli organi d'informazione ed alle istituzioni dalle quali si era ricevuto qualche sostegno economico. A seguito del disinteresse dimostrato dalla maggior parte dei soggetti destinatari, abbiamo deciso di interrompere tale prassi per sostituirla con una più sbrigativa comunicazione email agli organi d'informazione locale. Con un pizzico d'orgoglio, segnaliamo che nel febbraio 2006 l'associazione PU.RI. è stata insignita di un importante riconoscimento comunitario per l'impegno profuso in favore della sicurezza sulle strade (si insiste nel dare la notizia, perchè a livello locale nessuno l'ha ancora riportata, nonostante le ripetute comunicazioni) , quale firmataria della Carta Europea per la sicurezza stradale. Mentre l'Europa gratifica e sprona le associazioni di volontariato impegnate su questo importante versante, moltissime istituzioni Italiane le snobbano e le disincentivano con emarginazioni e silenzi. Purtroppo la nostra attività di volontariato in Romagna si è ormai ridotta al lumicino, ma continueremo a svolgere in loco opera di sensibilizzazione per la prevenzione, denunciando nel contempo il colpevole silenzio che spesso copre tutto ciò che succede dopo un grave incidente. Su quest'ultimo argomento faremo ben presto sentire la nostra voce. Nei prossimi due mesi saremo fortemente impegnati in alcune iniziative sulla sicurezza stradale in Lombardia, Lazio, Toscana, Veneto ed Emilia. Senza alcun intento polemico, abbiamo ritenuto importante segnalarlo alle istituzioni locali geograficamente più vicine. Un grazie sincero agli associati ed ai collaboratori esterni che hanno sostenuto l'associazione nel corso del 2005 e che si sono resi disponibili a collaborare nel 2006, anche attraverso impegnative trasferte".

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 Facciamo seguito al comunicato stampa di ieri 08/03/2006 (riportato più in basso) con il quale richiamavamo l'attenzione su una nostra "profetica" segnalazione del 17/02/2006. Infatti nella serata del 7/03/2006 un'infermiera polacca di 48 anni ha perso la vita a pochi metri dal punto da noi segnalato e fotografato, a dimostrazione che quell'incidente mortale era prevedibile. Erano anche prevedibili le valutazioni successive (pubblicate su alcuni quotidiani di oggi) diffuse dalle istituzioni più direttamente interessate per scaricare in toto le responsabilità sugli utenti della strada. Il nostro comunicato di ieri non ha purtroppo trovato adeguata considerazione. Ne richiamiamo la frase conclusiva: "...Purtroppo ieri, in prossimità di uno dei semafori segnalati, ha perso la vita un pedone. Oggi, su quello stesso tratto di strada, vengono fatti dei lavori di manutenzione riguardanti la segnaletica orizzontale. Domani, chi potrà .. vedrà".

Per completezza d'informazione facciamo seguire alcune immagini esplicative. La foto del "prima" è stata scattata all'inizio dell'anno. Le foto del "poi" sono state scattate oggi e documentano i lavori effettuati dopo la tragica morte dell'infermiera polacca. Per non lasciare spazio a sospetti di strumentalizzazione e per non interferire sul dolore dei familiari, facciamo rilevare che raramente interveniamo subito dopo un incidente stradale. Lo facciamo in questa circostanza per ovvie considerazioni.

Prima dell'incidente

Il giorno dopo l'incidente

Due giorni dopo ancora si lavora

 

 

 

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Comunicato del 08/03/2006: nel febbraio 2006 l'associazione PU.RI. è stata insignita di un'importante attestazione per l'impegno profuso in favore della sicurezza sulle strade, quale firmataria della Carta Europea della sicurezza stradale. Mentre l'Europa gratifica e sprona le associazioni di volontariato impegnate su questo gravissimo problema, moltissime istituzioni territoriali le snobbano e le disincentivano con disattenzione e silenzi. Nel corso del 2005 la nostra associazione ha svolto lezioni di educazione stradale solo fuori dalla Romagna e per la prima volta, dopo tanti anni, non ha promosso alcuna manifestazione pubblica. Intanto sulle nostre strade si continua a morire nei punti notoriamente più pericolosi ed a farne le spese sono soprattutto pedoni e ciclisti. Nei comuni della vallata del Rubicone la sicurezza stradale si misura prevalentemente in termini di rotatorie realizzate o progettate, senza considerare che in molti casi è preferibile fare ricorso ad altri strumenti di prevenzione, più attenti alla sicurezza dell'utenza debole (pedoni e ciclisti). Il 17/02/2006 avevamo diffuso un comunicato riguardante i semafori "poco intelligenti", così di moda dalle nostre parti. Purtroppo ieri, in prossimità di uno dei semafori segnalati ha perso la vita un pedone. Oggi, su quello stesso tratto di strada, vengono fatti dei lavori di manutenzione riguardanti la segnaletica orizzontale. Domani, chi potrà .. vedrà.

f.to Dr. Giuseppe Raduano (Presidente onlus PU.RI)

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